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-Mamma,posso vedere gli Elfi?
-Certo che puoi vederli,cara, quando vuoi...basta che ti inoltri nei boschi...
-Ma...io ci sono stata nei boschi, e non li ho mai visti!
-E allora ascoltami...entra nei boschi con la fantasia, e non dimenticarti il rispetto...Cancella dal tuo cuore la cattiveria, l'arroganza e la supponenza...e non solo potrai vederli, ma anche ascoltarli!
              
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Easter Bunny - Il Coniglio Pasquale

easter bunnyOggi parleremo di una leggenda riguardante....Un Elfo! - direte voi...E invece no. La leggenda che voglio esporvi riguarda infatti un coniglio...il celebre "Easter Bunny"! L'origine di questo simbolo pasquale è da ricercarsi nei riti pre-cristiani sulla fertilità che vedevano nel coniglio e nella lepre, in quanto animali molto fertili, i simboli del rinnovamento della vita, che coincideva con l’inizio della stagione primaverile. Nei paesi anglosassoni l’antica divinità pagana generalmente collegata a vari aspetti del rinnovarsi della vita, quali la primavera e la fertilità, era Eostre. Dal nome della dea si fa risalire anche il termine usato per definire l'equinozio di Primavera, chiamato dai popoli celti prima "Eostur-Monath" e successivamente "Ostara", e il termine "Oster", cioè pasqua in tedesco, come anche l'anglosassone "Easter", che indica sia la pasqua che la primavera.

Il Cinghiale presso i Celti

cinghialeIl cinghiale, tra i Celti, era considerato un animale degno di molti onori, come il gatto per gli Egizi o la mucca in India. Il cinghiale compariva frequentemente sulle insegne militari galliche in quanto incarnava l’audacia, la forza vitale prorompente, la tenacia e l’eroismo. Il Carnyx (corno da battaglia) della Scozia e del Galles riportava la figura della testa di un cinghiale, e anche gli elmetti e gli scudi spesso recavano questa immagine. Nella mitologia celtica, a onor del vero, il cinghiale era più legato al mondo della religione che a quello guerriero: esso infatti rappresentava la classe sacerdotale e viveva, proprio come la figura del druido, in stretto rapporto con la foresta.

Samhain

SamhainLa tradizione di Halloween risale alla festa di Samhain (che tradotto significa "la fine dell'estate" ), con la quale si celebrava l'anno nuovo presso l'antico popolo celtico. Samhain cadeva alla fine di Ottobre ed era una delle due " notti degli spiriti ": l'altra era Beltaine. In queste due feste si pensava infatti che le porte dell' "annwn" (regno degli spiriti) e del "sidhe" (regno delle fate) fossero aperte. Una leggenda irlandese riferisce che in questo periodo tutte le persone morte l'anno precedente tornassero sulla terra, in cerca di nuovi corpi da possedere per l'anno successivo. Così nei villaggi si spegneva ogni focolare, per evitare che gli spiriti maligni soggiornassero nel villaggio.

Lughnasad

LughnasadLa festività celtica di Lughnasad è una festa di ringraziamento per il raccolto e viene chiamata anche “Festa del Grano”. Lughnasad (in Irlandese moderno “Lúnasa”, il nome gaelico del mese di Agosto) è una festività che cade tra la sera del 31 di luglio e la sera del 2 di agosto, nel pieno del calore estivo. Questo è il periodo del raccolto dei cereali per i paesi celtici del nord Europa, dove la maturazione avveniva più tardi. Lughnasad era una delle quattro feste principali della religione celtica e il suo nome significa “commemorazione o assemblea di Lugh”. Secondo la tradizione, era dedicata a Lugh, il dio del Sole della mitologia celtica, nonchè dispensatore delle messi abbondanti.

I nove alberi sacri

La Betulla: è l'albero della Dea. Rappresenta il potere materno e generativo femminile. Simboleggia la rinascita e la purificazione della primavera. A Beltane quest'albero viene tradizionalmente adornato con nastrini rossi e bianchi ed usato per il Palo di Maggio. In inverno invece la sua bianca corteccia viene bruciata come ceppo di Yule (Festa che celebra il solstizio d'inverno). Era considerata così sacra da poter essere maneggiata solo dopo essersi purificati e lavati accuratamente le mani.

Cernunnos, il Dio-Cervo

Cernunnos era un antico dio celtico dalle corna di cervo. Il centro del suo culto si stendeva probabilmente nella Gallia orientale, a nord del Giura, in un'ampia fascia compresa tra la Senna e il Reno, fino ai confini della Gallia Belgica. Troviamo, in tutta quest'area, molte figurazioni monumentali di questo Dio Cervo. La figurazione più raffinata si trova sul Calderone di Gundestrup (I secolo a.C.), oggi custodito nel Nationalmuseet di Copenhagen. Qui il Dio Cervo appare a gambe incrociate, porta un torques(antico collare d'oro o di bronzo)al collo e ne tiene un secondo nella mano destra. Nella sinistra tiene stretto un serpente. Tutti i monumenti sono anonimi, tranne uno.

La festa di Beltane

Beltane o Beltaine è un'antica festa gaelica che si celebra attorno al primo maggio. È il giorno situato a metà fra l'equinozio di primavera ed il solstizio estivo; astronomicamente il giorno corretto è il 5 maggio. Beltane significa “i Fuochi di Bel”. Si tratta di fuochi che venivano accesi in onore di Bel (Belenos, Balor) il Luminoso, Dio della Luce e del Fuoco, per celebrare il ritorno della Vita e della Fertilità nel mondo. In Galles nove uomini rimuovevano dalle loro persone tutti gli oggetti di metallo, e andavano nei boschi a raccogliere nove diversi tipi di legna, che veniva posta in un buco nel terreno e accesa ritualmente con due pezzi di legno di quercia, sfregati insieme per creare scintille.

La festa di Imbolc

imbolcImbolc, che per tradizione si celebra il 31 gennaio,l'1 e il 2 febbraio, è una fra le quattro festività principali dei Celti e celebra ritualmente l’arrivo della primavera. La scelta del freddo e ghiacciato febbraio come inizio della primavera si spiega con le concezioni spirituali più profonde degli antichi Celti, per i quali ogni cosa iniziava nell’oscurità e veniva generata nei luoghi più intimi e nascosti, nel ventre profondo della Dèa.

Le Selkie

selkieNella tradizione orale irlandese si racconta che la Selkie sia una foca che può prendere sembianze umane e divenire una splendida donna. Nella loro forma da foca vivono nell’ oceano in grandi gruppi gregari, spesso non distinti dalle foche vere e proprie. Nelle notti di luna piena le Selkies possono scegliere di nuotare fino alle spiagge, spogliarsi del loro manto di foca e diventare donne, godendo del crepuscolo e delle sensazioni dell’essere umano. Ma le Selkies devono prestare grande attenzione a dove ripongono il loro manto: nello sfortunato caso che un uomo se ne appropriasse, sarebbero a lui legate per sempre!