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-Mamma,posso vedere gli Elfi?
-Certo che puoi vederli,cara, quando vuoi...basta che ti inoltri nei boschi...
-Ma...io ci sono stata nei boschi, e non li ho mai visti!
-E allora ascoltami...entra nei boschi con la fantasia, e non dimenticarti il rispetto...Cancella dal tuo cuore la cattiveria, l'arroganza e la supponenza...e non solo potrai vederli, ma anche ascoltarli!
              

Cernunnos, il Dio-Cervo

Cernunnos era un antico dio celtico dalle corna di cervo. Il centro del suo culto si stendeva probabilmente nella Gallia orientale, a nord del Giura, in un'ampia fascia compresa tra la Senna e il Reno, fino ai confini della Gallia Belgica. Troviamo, in tutta quest'area, molte figurazioni monumentali di questo Dio Cervo. La figurazione più raffinata si trova sul Calderone di Gundestrup (I secolo a.C.), oggi custodito nel Nationalmuseet di Copenhagen. Qui il Dio Cervo appare a gambe incrociate, porta un torques(antico collare d'oro o di bronzo)al collo e ne tiene un secondo nella mano destra. Nella sinistra tiene stretto un serpente. Tutti i monumenti sono anonimi, tranne uno. È il cosiddetto"Pilastro dei Naviganti di Parigi", trovato sotto il coro della cattedrale di Nôtre-Dame nel 1711. Qui, in uno dei riquadri, ritroviamo il Dio Cervo vestito con una tunica e un torques al collo.Il nome, scritto in cima alla figura, è mutilo nella parte iniziale. Si legge soltanto:"...ERNVNNOS". Fin dall'anno della scoperta fu proposta la lettura "Cernunnos". Questa parola richiamava il latino cornu ["corno"] e l'aspetto del dio suggeriva l'accostamento. Da allora la maggior parte degli studiosi si è pronunciata a favore di questa interpretazione. L'invasione romana della Gallia, e quindi, con l'introduzione del Cristianesimo, la fine della cultura celtica, provocò la perdita di quasi tutto il patrimonio tradizionale dei Galli. I miti celtici scomparvero quasi del tutto, e solo poche figure sopravvissero nel folklore posteriore, ormai irrimediabilmente trasformate e travisate. Si può pensare a un culto del Dio Cervo, legato probabilmente alle feste della fertilità di Beltaine (1° maggio), che sia sopravvissuto, distorto e travisato, nei sabba delle streghe medievali.Com'è agevole notare in tutte le raffigurazioni del Dio, c'è un forte legame con il cervo e questo è confermato dall'adozione delle corna ramificate e, a volte, degli zoccoli e delle orecchie di questo animale. Un altro animale che spesso affianca Cernunnos è il serpente, spesso con corna d'ariete. Il cervo è un animale dei boschi, veloce e sessualmente aggressivo, mentre il serpente era simbolo di rinnovamento e di rigenerazione. In molte raffigurazioni Cernunnos appare con le vesti del dio dell'abbondanza e della fertilità, con frutta, cornucopie, scodelle piene di soldi o di grano. Infine, Cernunnos era soprattutto signore degli animali. Oltre al cervo e al serpente, egli è spesso ritratto in compagnia di animali diversi, selvaggi e domestici, ad esaltazione del suo simbolismo di dio della natura selvaggia e di quella domata.

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