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-Mamma,posso vedere gli Elfi?
-Certo che puoi vederli,cara, quando vuoi...basta che ti inoltri nei boschi...
-Ma...io ci sono stata nei boschi, e non li ho mai visti!
-E allora ascoltami...entra nei boschi con la fantasia, e non dimenticarti il rispetto...Cancella dal tuo cuore la cattiveria, l'arroganza e la supponenza...e non solo potrai vederli, ma anche ascoltarli!
              

Il Cappellano delle Fate

Il reverendo Robert Kirk (1644-1692) era un pastore presbiteriano scozzese, noto soprattutto per la sua opera di divulgazione della credenza nelle fate. Nel suo trattato intitolato "Regno Segreto", pubblicato solo nell’Ottocento dal celebre romanziere scozzese Walter Scott con il nome "Il regno segreto degli Elfi, dei Fauni e delle Fate", il reverendo si mostrava fermamente convinto che le creature ivi descritte (elfi, fauni e soprattutto fate) non fossero affatto, come riteneva l’opinione comune, esseri immaginari e fantastici, bensì creature realmente esistenti, che convivevano in forme organizzate insieme agli esseri umani sulla terra e che di tanto in tanto entravano in contatto con alcuni di loro, trasportandoli nella terra delle fate, "fairyland" appunto.

Il Major Oak

major_oakIl Major Oak è una grande quercia che si trova presso il villaggio di Edwinstowe, nel cuore della Foresta di Sherwood, in Inghilterra. Essa è giustamente famosa, sia per le dimensioni che per le associazioni mitologiche con Robin Hood. La quercia ha tra gli 800 e i 1.000 anni e, dall'epoca vittoriana, le sue membra massicce sono state in parte sostenute da un elaborato sistema di ponteggi. Il peso della pianta è stato stimato in 23 tonnellate ed ha una circonferenza di 10 metri! Nel febbraio del 1998 la locale compagnia degli "Amici del Major Oak" ha iniziato a coltivare dei cloni del famoso albero, portando le bacche derivate dalla quercia nelle più famose città del mondo. Nel giugno del 2002 il Concilio delle Piante ha designato il Major Oak come uno dei

Gli Gnomi

gnomiUn calzolaio, senza sua colpa, era diventato così povero che non gli restava altro se non un pezzo di cuoio per fabbricare un paio di scarpe. Le tagliò di sera per farle il giorno dopo; e siccome aveva la coscienza pulita, andò tranquillamente a letto, si raccomandò a Dio e si addormentò. Al mattino, dopo aver detto le sue preghiere, volle mettersi al lavoro; ed ecco che le scarpe erano sulla tavola bell'e pronte! Egli non seppe che dire dalla meraviglia e, quando si avvicinò per osservarle, vide che erano fatte magistralmente: non c'era un punto sbagliato, un vero capolavoro! E quello stesso giorno venne pure un compratore, al quale le scarpe piacquero tanto che le pagò più del dovuto; così con quella somma il calzolaio potè acquistare cuoio per due paia di scarpe.

Il Fiore di S. Giovanni

Fern flower by KardisArtIl giorno del Solstizio d'Estate (tra il 21 e il 22 giugno) era considerato sacro nelle tradizioni precristiane ed ancora oggi viene celebrato dalla religiosità popolare con una festa che cade qualche giorno dopo il solstizio, il 24 giugno, quando nel calendario liturgico della Chiesa latina si ricorda la natività di San Giovanni Battista. E nella festa di San Giovanni convergono i riti indoeuropei e celtici esaltanti i poteri della luce e del fuoco, delle acque e della terra feconda di erbe, di messi e di fiori. Tutte le leggende si basano su di un evento che accade nel cielo: il 24 giugno il sole, che ha appena superato il punto del solstizio, comincia a decrescere, sia pure impercettibilmente, sull'orizzonte.

Tom Bombadil

tom_bombadilTom Bombadil - chiamato dagli Elfi "Iarwain Ben-adar" (il Più Anziano e Senza Padre), dai Nani "Forn" e dagli Uomini "Orald" - è un personaggio dell'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. Egli nasce inizialmente nella raccolta di poemi "Le avventure di Tom Bombadil", e viene poi inserito nel primo libro de "Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell'Anello". Tom Bombadil è il «Signore» della Vecchia Foresta, che gli Hobbit Meriadoc Brandybuck, Peregrino Tuc, Frodo Baggins e Samvise Gamgee attraversano durante il loro cammino, e a cui offre ospitalità e protezione per due notti. Vive in compagnia di Baccador, la Figlia del Fiume.

I Trolls

trollI Trolls sono creature caratteristiche del folklore norreno. La tradizione vuole che i Trolls vivano nelle fitte foreste, presso i laghi illuminati dalla luna, nei fiordi profondi, sulle vette incappucciate di neve e accanto a rumoreggianti cascate. Sono prevalentemente creature dell'ombra e del buio, perchè qualunque Troll commetta il fatale errore di esporsi alla luce solare diretta, si trasformerebbe in pietra. Antiche leggende norvegesi raccontano, infatti, che alcune grandi montagne che ricordano la forma tipica di un Troll non siano altro che alcuni di loro che non sono riusciti a rientrare in casa prima del sorgere del sole!

Il Castagno dei Cento Cavalli

castagno_cento_cavalli"Un pedi di castagna/tantu grossu/ca ccu li rami/so’ forma un paracqua/sutta di cui si riparò/di l’acqua,/di fùrmini, e saitti/la riggina Giuvanna ccu centu cavaleri,/quannu ppi visitari Mungibebbu/vinni surprisa di lu timpurali./D’allura si chiamò/st’arvulu situatu/ ‘ntra ‘na valli/lu gran castagnu/d’i centu cavalli." (Giuseppe Borrello). A S. Alfio, bellissimo paesino sulle pendici dell’Etna che prende il nome da uno dei tre santi fratelli martirizzati nel III secolo d.C. sotto l’imperatore Decio, si trova un gigantesco castagno chiamato il Castagno dei cento cavalli (vedi foto).

Il Lechy

lechyPer gli slavi ogni bosco ha il suo Lechy (da "less", foresta). Questo personaggio compare in molte leggende popolari. Vive nel cuore delle foreste; pur sembrando un essere umano, la sua pelle è azzurra ,come il sangue, e gli occhi sono sporgenti; la barba è lunga, come i capelli verdi, le sopracciglia sono folte; all'estremità delle gambe lunghe, i piedi assomigliano agli artigli di un rapace. Il Lechy non ha ombra e muta continuamente statura: nano al limitare del bosco, dove può celarsi sotto una foglia; nel mezzo di una foresta di alberi la sua testa può raggiungere invece quelli più alti.

Un Elfo tra gli uccelli

gufo_elfoL'Elfo (clicca qui' per vedere le foto) è stato classificato per la prima volta da James Graham Cooper nel 1868. In principio questo piccolo rapace era conosciuto come gufo Whitney. Altri nomi che gli sono stati attribuiti sono "Texas Elf Owl", "Whitney Elf Owl". In Messico si chiama "Enano". Il Gufo Elfo è uno dei più piccoli al mondo(con i suoi 14,5 cm di lunghezza ed i suoi 36-44 grammi di peso! ) ed è caratteristico delle zone aride del sud-ovest degli Stati Uniti e del Messico. Vive soprattutto sui cactus giganti del deserto(cactus Saguaro), ma non disdegna platani, pini, noci, e anche i pali del telefono!

Gli Elfi Silvani

elfo_silvanoLe origini degli Elfi Silvani sono antichissime. Bisogna risalire fino al tempo del Consiglio degli Elfi Anziani,tra la fine del Regno della Luce (dominata dagli Elfi) e l'inizio del Tempo Oscuro (il nostro Tempo). Isil, la più giovane di 4 fratelli, aveva dato vita ad una comunità di Elfi che viveva tra i boschi, in equilibrio con la Natura, e che adorava la Dea Eliane. Ognuno dei suoi fratelli aveva percorso strade diverse e per lunghi anni non avevano più avuto notizie gli uni degli altri. Il giorno in cui la comunità nata da Isil si trovo' in pericolo, quest'ultima chiamo' a raccolta i suoi fratelli per chiedere il loro aiuto.

Il Trifoglio e l'Irlanda

bambino_con_trifoglioIl trifoglio è uno dei simboli principali dell’Irlanda, accanto all'arpa celtica. In inglese è chiamato "Shamrock", ma il nome ha origine gaelica (seamrog = “giovane trifoglio”). Lo shamrock è una qualità di trifoglio, il “trifolium repens”, caratterizzato in estate dalla fioritura di innumerevoli fiorellini bianchi. La prima volta che il trifoglio fu citato per iscritto fu nel 1571, sebbene l’uso leggendario che ne fece S. Patrizio preceda tale data di millenni. Secondo la tradizione, infatti, S. Patrizio nel V secolo pare usasse il trifoglio, tipica pianta dei prati irlandesi, per illustrare il concetto di trinità ai Celti.

Il Cinghiale presso i Celti

cinghialeIl cinghiale, tra i Celti, era considerato un animale degno di molti onori, come il gatto per gli Egizi o la mucca in India. Il cinghiale compariva frequentemente sulle insegne militari galliche in quanto incarnava l’audacia, la forza vitale prorompente, la tenacia e l’eroismo. Il Carnyx (corno da battaglia) della Scozia e del Galles riportava la figura della testa di un cinghiale, e anche gli elmetti e gli scudi spesso recavano questa immagine. Nella mitologia celtica, a onor del vero, il cinghiale era più legato al mondo della religione che a quello guerriero: esso infatti rappresentava la classe sacerdotale e viveva, proprio come la figura del druido, in stretto rapporto con la foresta.