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-Mamma,posso vedere gli Elfi?
-Certo che puoi vederli,cara, quando vuoi...basta che ti inoltri nei boschi...
-Ma...io ci sono stata nei boschi, e non li ho mai visti!
-E allora ascoltami...entra nei boschi con la fantasia, e non dimenticarti il rispetto...Cancella dal tuo cuore la cattiveria, l'arroganza e la supponenza...e non solo potrai vederli, ma anche ascoltarli!
              

Il canto del Bardo

bardoUn solitario bardo che vagabonda attraverso le terre son io! Canto, danzo, trovo risposte a ogni perchè. Le taverne sono piene ed una incrocia la mia strada. Decido di fermarmi per una birra o due; nel solaio donne offrono la loro merce... I miei occhi colgono una ragazza maltrattata da tutti: una schiava è lei, ma per me una rosa incompiuta! Chiedo se posso cantare una canzone, con un linguaggio antico e di tradizione. Raduno le persone attorno a me. Con le mani comincio a sfiorare la diletta arpa, intonando questa triste aria: "Ascoltatemi cantare, ascoltate la voce del Bardo!

La leggenda dell'ortica

orticaEra un bel giorno d'estate. Milly e Sally stavano riposando al sole. Milly, una bimba di sei anni, si allungo' pigramente sull'erba. "Mi stavo domandando...perche' le ortiche pungono?" disse alla sorella più grande di due anni, che non seppe trovare nessuna risposta. "Andiamo a chiederlo a papà", disse Sally. Il loro papà stava seminando le patate in mezzo al campo. "Ciao, piccole - disse - cosa state facendo?". "Niente di speciale - disse Sally - vorremmo sapere perche' le ortiche pungono". "Beh,non lo so per certo, - disse il papa' - ma una volta mi hanno raccontato una bella storia. Volete sentirla?", chiese. Le due bimbe si guardarono negli occhi e dissero di si' con entusiasmo.

Angelica e il Folletto

angelice e il follettoNon sapete ma vi dico che in un posto che io so, una bianca dama aspettava il principe che la lasciò. La fanciulla di cui parlo si chiamava Angelica e stava sotto un albero, quando un suono di bombarda, come voce, le parlò: "il mio nome è Martinetto, per servirvi, tràllallà!Siete triste? Vi ci vuole un folletto: eccomi qua!". Dal salice usci' una creatura magica, fra le lacrime d'Angelica.
"Non piangete principessa, siate impavida!", riprese il folletto, e danzando suonava una magica melodia. La musica fini'e cosi' il folletto le parlò: "Lo so', il vostro amato principe vi abbandonò... Ma non disperate e queste mie parole tosto ascoltate...

Il flauto del piccolo Flannigan

folletto con flautoTanto tempo fa, presso la città irlandese di Tipperary, vivevano Mick e Judy Flannigan, con i loro quattro figli. Questi erano tutti belli e aggraziati ed assomigliavano ai genitori, tranne il terzogenito, che era brutto e goffo. Tutti credevano che il bambino non fosse normale e che i folletti l'avessero sostituito nella culla, ma i genitori ovviamente lo amavano lo stesso. Un giorno entrò in casa Flannigan il suonatore di flauto del paese, che pur essendo cieco era veramente bravo. Quando il bambino sentì quel dolce suono, iniziò a sorridere e scalciare, finché il musicista non gli prestò il suo strumento. E così tutti assistettero al miracolo: il piccolo suonava meravigliosamente!