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-Mamma,posso vedere gli Elfi?
-Certo che puoi vederli,cara, quando vuoi...basta che ti inoltri nei boschi...
-Ma...io ci sono stata nei boschi,e non li ho mai visti!
-E allora ascoltami...entra nei boschi con la fantasia,e non dimenticarti il rispetto...Cancella dal tuo cuore la cattiveria, l'arroganza e la supponenza...e non solo potrai vederli, ma anche ascoltarli!
              

La Mandragola

mandragolaLa mandragora, o mandragola, è una pianta appartenente alla famiglia delle solanacee, in pratica una parente stretta delle nostre patate. Diffusa in tutto il bacino mediterraneo dove cresce spontaneamente, la mandragora è stata oggetto di un gran numero di leggende e storie circa i suoi tanto decantati poteri magici. La fama della mandragora è legata soprattutto alla sua forma molto singolare: le sue radici, infatti, assumono spesso delle forme che ricordano un piccolo corpo umano. Nonostante questa sua forma, le radici della mandragora sono narcotiche e velenose ed hanno un odore nauseabondo che provoca allucinazioni, nausea e vertigini. In ogni caso, proprio per la sua particolare forma, nel corso del tempo gli furono dati affascinanti e divertenti epiteti come: "Anthropòmorphon", "Semi-Homo", "mela del Diavolo", "vecchietto barbuto" o addirittura "vecchia signora". Molte sono le leggende che circolano sulla radice di mandragola, che doveva essere colta in modi non troppo convenzionali. Prima di tutto, dove si poteva trovare questa pianta? La tradizione vuole che, essendo una pianta maligna, nascesse nel luogo in cui fosse stato impiccato un uomo, dal cui sperma nasceva la mandragora. Addirittura era proibito toccarla con le mani perché velenosissima. Apuleio ci riporta le precise modalità per estrarla dal terreno senza danni, in quanto secondo il mito la mandragora “Urlava ed emetteva lamenti, e si vendicava di coloro che la strappavano dalla terra”! Si credeva infatti che, se la mandragola non fosse stata estratte seguendo le istruzioni, avrebbe emesso un grido mortale per l'uomo. Tale rituale prescriveva di scavare il terreno in una notte senza luna e con un attrezzo di legno, mai di ferro o di qualsiasi altro metallo; appena scoperto il tubero, lo si doveva legare con un capo di corda, mentre l’altra estremità andava annodata al collare di un cane affamato. Doveva infatti essere quest’ultimo, stimolato da un cibo lanciato lontano, a dare lo strattone per estrarre il tubero. Ma non bastava: il raccoglitore doveva suonare uno strumento musicale rumoroso per evitare di sentire l’urlo della mandragora, che gli sarebbe risultato fatale. La tradizione vuole che la raccolta delle mandragole venisse fatta in notti propizie come la notte del 23 di giugno, per la ricorrenza di San Giovanni Battista. Le proprietà magiche della pianta vennero enfatizzate nel Medioevo e, successivamente, con l'avvento dell'Inquisizione, divenne la pianta simbolo delle streghe perseguitate. Si credeva infatti che esse, per volare ai sabba, usassero proprio un unguento preparato con questa pianta.

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